Lagrisfugis: fuga di cervelli o anche cervelli in fuga

 

 

È ormai appurato che i cervelli periodicamente seguono rotte migratorie simili a certe specie d’uccelli, e che per questo tipo di migrazioni si conviene dire che essi siano in fuga. Ma perché i cervelli fuggono? Molte risposte sono state date del fenomeno, alcune di ordine economico, altre di carattere territoriale, scientifico, ecc. ma quella che pare la più semplice sembra non sia ancora stata offerta: i cervelli fuggono perché le loro gambe scappano!  Il problema dei cervelli fuggiti non è tanto che siano da qualche parte, piuttosto che da dove sono partiti sono rimasti dei crani vuoti.  Del resto chiedere di tornare ad occupare quegli spogli involucri non sembra essere ai loro occhi un’attrattiva eccessivamente allettante, in fondo i cervelli sono sempre fatti di materia grigia, ci pensano, anche bene, a tornare.

Il problema della lagrisfugis va perciò considerato diversamente. Sapere che i cervelli fuggono non semplicemente perché amano fuggire ma perché sono le loro gambe a scappare, vuol dire che questi che fuggono non sono solo cervelli, ma dei corpi tutti interi, meglio ancora: delle persone complete. Considerare pertanto queste ultime alla stregua di esclusivi cervelli è perciò lo stesso che dire che una donna è tale solo per alcuni suoi attributi. Certo, ci sono anche quelli in una donna, ma essa non è una donna solo per quelli, piuttosto perché è tutto il suo essere a mostrarlo. Lo stesso discorso vale anche per i cervelli, essi non sono solo cervelli, ma persone tutte intere.  E quando queste scelgono di partire per altri luoghi, non lo fanno semplicemente per una sorta di magnetismo chimico per cui dei cervelli sembrerebbe ne attirino altri, ma perché in quei posti da cui partono sono le persone stesse a non essere ritenute molto importanti.

Un diverso considerare le persone potrebbe perciò essere il modo più conveniente per arrestare la fuga di una qualsiasi parte di loro?  È questa un’ipotesi che varrebbe la pena d’essere considerata, ma solo se si è in grado di farlo nella sua completa totalità, altrimenti è meglio lasciare i cervelli dove stanno, e nelle ossa rimaste piantare qualche arbusto decorativo, in modo che a tutti quei crani vuoti gli si possa almeno salvare la faccia.

 

Lagrisfugis è una voce del IL FORTINELLI (dizionario neologistico dell’italiano nuovo)

Attilio Fortini

Attilio Fortini

Nato a Rio de Janeiro e cresciuto sulle sponde del lago d'Iseo a Sarnico, dopo aver conseguito la laurea in filosofia con indirizzo in estetica presso l'Università di Verona, ha proseguito i suoi studi e ricerche a Parigi presso il Collège International de Philosophie e l'Université Paris 8 Vincennes-Saint Denis, dove ha conseguito un master in Critique de la culture. Dai primi anni Novanta è attivo come artista, principalmente in alcune reti internazionali indipendenti praticanti la Mail art e la Performance art. Sue pubblicazioni : Il pelo dell'acqua - 2003, Assenze prime - 2007, Terra preta - 2009, Il far venire all'essere dell'arte - 2010, Metafisica del successo - 2010, Il Fortinelli - 2011, E Zarathustra parlò col fuoco- 2011, Il comunismo dei desideri - 2016, Che cos'è l'arte contemporanea? - 2017

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